La studiosa di cinema Elena d’Amelio e il jazzista 
Roberto Monti ridanno lustro a Maciste all’inferno

Il terzo appuntamento del Mese Dantesco 2017, che si svolgerà giovedì 25 maggio alle ore 21.00 presso il Cinema Concordia di Borgo, in collaborazione con gli ISTITUTI CULTURALI, combinerà, sotto la guida di Elena d’Amelio, letteratura, cinema e musica: verrà infatti proiettato, proseguendo lo spin off filmico inaugurato lo scorso anno con L’Inferno del 1911, il film muto del 1926 Maciste all’inferno, diretto da Guido Brignone.

La prof.ssa D’Amelio, docente di materie letterarie nel nostro liceo, è una studiosa di cinema nota a livello internazionale: già ricercatrice di Film and Media presso due Università statunitensi, si è specializzata nell’ambito dei Cultural Studies e della Media Critical Theory ed ha pubblicato, fra gli altri testi, una monografia sul genere peplum (Ercole, il divo. Dall’antica Grecia al cinema italiano degli anni Sessanta, AIEP, 2012).

Maciste all’Inferno, ricordato da Fellini come uno dei primi film che vide al cinema da ragazzino, è un capolavoro del cinema muto che racconta la discesa all’Inferno del gigante buono Maciste per vendicarsi del diavolo Barbariccia. Ma nell’inferno i pericoli più grandi per Maciste non saranno le legioni di diavoli guidati da Barbariccia, né il re infernale Pluto, bensì due maliarde diavolesse, Proserpina e la sua figliastra Luciferina.
Così accolse all’epoca la pellicola il critico Edgardo Rebizzi su L’Ambrogio: “Un film in cui si riscontrano un non comune intendimento di arte e una genialità di fantasia insolite. […] La rievocazione del mondo infernale è fatta secondo la tradizione classica dantesca. […] Per creare il Regno delle Tenebre sono state eseguite costruzioni monumentali, antri paurosi e bolge profonde. […] Per i suoi meriti tecnici e artistici, per l’originalità dell’argomento, Maciste all’inferno costituisce uno dei massimi lavori che la cinematografia italiana abbia prodotto in questi ultimi tempi”. Meno entusiasta, ma affascinata, La Rassegna del Teatro e del Cinematografo: “Non a torto il film è intitolato: diavoleria è una cosa strana, un impasto di grottesco, di gentile, di sentimentale, di fantastico, di comico e di tragico […] Come risulta dalla esposizione della trama, non c’è nel film nulla in tesi di immorale; però, a causa di alcune scene, esso è da ritenersi inopportuno per i giovanetti”. Le polemiche, come spiegherà la prof.ssa D’Amelio, furono dovute alla rappresentazione molto spinta, per l’epoca, del corpo femminile: l’intervento partirà proprio dalle figure femminili del film per poi esplorare come l’inferno dantesco sia stato rielaborato dall’immaginario collettivo dell’epoca.
Ad accompagnare la proiezione del film con le sue virtuosistiche improvvisazioni il rinomato ed eclettico chitarrista jazz Roberto Monti, insegnante elementare, ma anche scrittore e collaboratore della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna, dove tiene un corso di “composizione architettonica” che esplora le interazioni tra i linguaggi architettonico, musicale e letterario, tramutando racconti scritti di suo pugno in esecuzioni musicali anche improvvisate. Il musicista, che ha collaborato con artisti del calibro di Bob Mintzer, Maria Schneider e Lucio Dalla e ha condiviso il palco con leggende quali Chet Baker, Tony Scott e Giulio Capiozzo, creerà dunque dal vivo, in diretta, la colonna sonora, traducendo le fantasiose diavoleri della pellicola in guizzanti arabeschi di note.
Il ciclo di “Letture Dantesche” si tiene con il patrocinio della Segreteria alla Cultura, dell’Ambasciata d’Italia a San Marino e della Commissione Nazionale dell’Unesco; viene organizzato in collaborazione con la Scuola Secondaria Superiore e si può realizzare grazie al fondamentale contributo economico della Società Unione Mutuo Soccorso. L’Associazione Dante Alighieri, mentre ringrazia tutti coloro che hanno offerto la loro collaborazione, invita a partecipare a questi interessanti e sempre originali appuntamenti letterari.

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