Prosegue lo spin-off filmico del Mese Dantesco Cinema muto, Dante e jazz per un mix “infernale”

Giovedì sera, alle ore 21:00, presso il Cinema Concordia di Borgo Maggiore e in collaborazione con gli Istituti Culturali, ha avuto luogo il terzo e penultimo appuntamento del Mese Dantesco 2017, giunto alla sua undicesima edizione.
La professoressa Elena D’Amelio, docente del nostro liceo e rinomata studiosa di cinema – verrebbe quasi da dire archeologa e antropologa della settima arte – ha brillantemente introdotto il secondo film che la Dante, proseguendo il percorso d’avanguardia iniziato l’anno scorso con L’inferno della Milano Films, ha voluto proiettare: Maciste all’inferno, classe 1926, di Guido Brignone, altro capolavoro del film muto italiano, appositamente riversato da pellicola su Blu-ray dal Museo del Cinema di Torino.
Protagonista della pellicola il forzuto Bartolomeo Pagano, scaricatore di porto genovese, nel ruolo del celebre “gigante buono” plasmato dalla lussureggiante immaginazione di D’Annunzio per Cabiria e protagonista, dopo la metamorfosi – dovuta alle temperie dell’epoca – da schiavo mulatto dell’antica Roma in un Eracle tutto italiano, di una fortunata serie di film. Accanto all’eroe, ovviamente, tutto uno stuolo di personaggi infernali – in testa i “danteschi” Plutone e Barbariccia – ingrugniti e grotteschi diavolacci (usciti, si direbbe, da un quadro espressionista tedesco) bramosi di far incetta di anime e di consegnare alle fiamme eterne il Sansone dal cuore d’oro e la sua amata Graziella.
Antagonisti ben più interessanti si sono rivelate tuttavia la moglie del re degli Inferi, Proserpina, e sua figlia, Luciferina, raffigurate, come ha spiegato la D’Amelio, quali esatti opposti dell’ideale femminile fascista: non angeli del focolare, non pudiche Lucrezie sottomesse ai mariti e pronte a figliare per la patria, ma infide e diaboliche seduttrici in grado di soggiogare e irretire anche il poderoso Maciste. Il tratto femminile più enfatizzato dalla pellicola è proprio il debordante e serpentino erotismo delle diavolesse: i loro abitini attilati e discinti e le loro pose feline non mancarono di suscitare all’epoca l’ira della censura, ma altresì di stimolare la fantasia di un giovanissimo Fellini, che, visto il film sulle spalle del padre in tenera età, si lasciò suggestionare a tal punto dal magnetismo carnale di queste “Lilith” da inseguire tale immagine archetipica in ognuno dei suoi film.
Nutriti e spassosissimi i riferimenti letterari (dalla gelosia di Maciste per Graziella e Giorgio, di sapore ariostesco, alla prigionia finale dell’eroe, decisamente prometeica, passando per Luciferina novella e anti-Nausicaa), soprattutto danteschi: le immagini del poema – filtrate attraverso le memorabili scenografie ideate dal Dorè – e le stesse terzine infernali sono continuamente riprese, citate (anche – e volutamente – a sproposito) e scimmiottate, con un gusto parodico che, paradossalmente, si rivela estremamente fedele alla comicità popolareggiante e decisamente slapstick dei farseschi canti che l’Alighieri dedicò ai diavoli delle Malebolge.
Il film, certamente datato e lontano dalla sensibilità odierna, ma innervato di una vitalità, pur nella morale irreggimentata, quasi anarchica, è stato reinterpretato – si potrebbe dire “tradotto” – per lo spettatore contemporaneo dalle virtuosistiche improvvisazioni del noto chitarrista jazz Roberto Monti, che, in un tour de force di più di un’ora e mezzo, ha sapientemente chiosato, attraverso trovate sonore originalissime, ora hitchcockiane ora ironicamente sentimentali, il pastiche comico-fantastico-sentimentale della pellicola, correggendone gli eccessi didascalici e larmoyant.
Tutti possono essere informati delle iniziative della Dante Alighieri San Marino mediante la pagina Facebook dedicata all’Associazione. Inoltre è stato appena rinnovato completamente e con una accattivante veste grafica il sito, consultabile all’indirizzo  www.dantealighierirsm.org, dove sono anche disponibili le registrazioni audio-video delle passate edizioni del “Mese Dantesco”.

Gli incontri, realizzati in collaborazione con la Scuola Secondaria Superiore e giunti quest’anno all’undicesima edizione, si concluderanno con il quarto e ultimo appuntamento di giovedì prossimo 1° giugno con l’intervento della prof.ssa Ylenia Riccardi; alle ore 18.00, al Palazzo della Mutuo Soccorso di San Marino Città tratterà il tema: DANTE E LA LETTERATURA SACRA, Il rapporto tra l’Inferno di Dante e la tradizione testamentaria.

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