IL “PARADISO” SECONDO GOBBI TRA ASTRAZIONE METAFISICA E SDEGNO PROFETICO

Il quarto e ultimo appuntamento del Mese Dantesco 2018 (giunto alla sua dodicesima edizione) si terrà questo giovedì a Palazzo Graziani. Sarà il prof. Maurizio Gobbi, già insegnante di Storia e Filosofia del nostro liceo, vero e proprio Telamone di questa iniziativa, a chiosare e recitare alcuni fra i versi più celebri della terza cantica dantesca.

Il Paradiso è innanzitutto celebre per l’ardita complessità della struttura, della lingua e dei concetti teologici espressi. Gobbi, col piglio puntuale e divulgativo che lo contraddistingue, ci aiuterà quindi a penetrare i segreti del terzo regno, dalla questione dell’ineffabilità alla numerologia sacra con cui Dante esprime matematicamente la perfezione dell’universo (e quindi l’onnipotenza del Creatore), dalla vertiginosa cosmologia celeste ai misteri divini da sondare con tanta fede e altrettanta ragione

Accanto a questa astrazione intellettuale (verrebbe da dire – in termini psicanalitici – “sublimazione”), vi è però anche, sanguigno e aggressivo, l’istinto del profeta che denuncia i mali del mondo e la corruzione della Chiesa del tempo, assetata di potere e schiava della logica terrena. Scopriremo così, attraverso le infuocate parole di un San Pietro furioso con i suoi successori, l’ira e lo sdegno – decisamente fisici e palpabili – che animarono l’Alighieri di fronte alle grandi questioni politiche e religiose del suo secolo.

Parole e numeri. Fede e ragione. Anima e corpo. Su queste opposizioni si gioca tutto il Paradiso, che è purtroppo la cantica meno letta, meno studiata e meno divulgata, ma anche l’esito ultimo dell’itinerario poetico e filosofico del più grande poeta che l’Italia ha donato al mondo. La lezione di Gobbi è certamente un’ottima occasione per chiunque voglia (ri)avvicinarvisi e (ri)scoprirlo.

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